Sono anche anni di grandi soddisfazioni e Li Rong Mei diventa Gran Maestro di wu-shu negli stili interni ed esterni, Taijiquan, Qi Gong, insuperabile campionessa nella doppia lancia, sciabola, bastone, mantide. A venticinque anni decide che è arrivato il momento di ritirarsi dalle competizioni e insegnare, vuole trasmettere quello che ha imparato dai suoi grandi maestri.

" Perché si è fermata in Italia?"

" Quando sono venuta in Europa con la nazionale cinese ho assistito ad una esibizione di wu -shu qui in Italia, sono rimasta impressionata perché erano tutti rigidi, sembrava karatè. Così ho pensato che forse era meglio restare e insegnare ."

"Perché secondo lei le donne stanno scoprendo le armi marziali? Cosa cercano nelle arti marziali?"

" Cominciamo col dire che ci sono stili interni, più meditativi come il Taijiquan, e stili esterni più acrobatici, dove è più evidente la forma di combattimento. Nelle mie scuole insegno sia stili interni che esterni, ma la maggior parte delle donne viene per imparare il Taijiquan, anche se le giovani vorrebbero subito praticare con la spada e il wu-shu le attira di più. Con le arti marziali la donna acquista fiducia , sicurezza, impara a mantenere la calma a dominarsi."

"Ma lo fanno per difesa personale o cercano qualcosa di più?"

" Credo che le donne cerchino qualcosa di più profondo. Saper dominare la paura , intuire come si muove l'avversario e imparare a usare i suoi errori è la miglior difesa."

"In Cina le donne hanno sempre fatto arti marziali o era un appannaggio degli uomini?"

" In Cina non fa differenza fra uomo o donna quando vuoi studiare e praticare arti marziali. Nelle leggende si racconta di donne molto più brave degli uomini. Anche nel film sono due donne a combattere. E sono le più brave."

"Le è piaciuto il film?"

" Molto, per esempio il duello sui bambù aveva qualcosa di molto profondo. Certo si capiva che era fantastico, ma dava perfettamente l'idea che un grande maestro combatte come un bambù, sa arretrare e avanzare con armonia, al momento giusto. Non basta la forza ci vuole calma e serenità interiore."

" Com'erano i combattimenti?"

" Fatti bene, certo con accelerazioni e ho visto le controfigure, le ragazze erano meglio dell'uomo, ma lui esprimeva lo spirito giusto, faceva capire che non si vince con la forza ma con la leggerezza, la concentrazione, la consapevolezza. Un ferro troppo rigido si spezza, bisogna imparare ad essere flessibili. Il corpo deve essere flessibile come un lungo ramo di bambù , che si piega ma non si rompe."

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